Recensione | Alan Wake

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Ci sono dei giochi che si portano dietro una fama incredibile e che la gente ti consiglia a priori nel momento in cui compri una console. Uno di questi giochi è proprio quello di cui andremo a parlare oggi, ovvero Alan Wake. Esclusiva XBOX 360 e successivamente approdato su PC, il titolo dei Remedy Enterteinment è finalmente giunto fra le mie mani ed oggi vi parlerò di quello che è stato un gioco che mi ha sorpresa moltissimo.

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Alan Wake è un famoso scrittore di romanzi thriller che decide di andare in vacanza con la moglie Alice. Giunto nella splendida cittadina di Bright Falls, immersa tra boschi e laghi, Alan non sa però che il peggiore degli incubi sta per cominciare. Alice, in seguito ad un litigio, viene rapita da una strana forza soprannaturale che possiede persone e oggetti che sembra essersi manifestata dall’arrivo di Alan in città. Il nostro protagonista dovrà quindi scoprire cosa sta accadendo a Bright Falls e sopratutto dovrà indagare sulla sua psiche e la sua stessa follia per salvare la moglie. Ovviamente, mentre l’oscura entità farà di tutto per impedirglielo.

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La trama di Alan Wake funziona alla perfezione e nulla è lasciato al caso. La storia si propone come obiettivo quello di confoderti quanto più possibile, mischiando la realtà con l’immaginazione di Alan e la follia che lo circonda. Il continuo contrasto tra i momenti diurni, così incredibilmente calmi a volte, e quelli notturni, in cui dovremo tirare fuori il nostro coraggio e cercare il modo di salvare Alice, rende il gioco una continua scoperta e una delle domande più frequenti che ci porremo sarà: « Che diavolo è successo?”.
Alan è un pozzo di misteri, in continuo cambiamento psicologico ed emotivo, e raramente ho incontrato un personaggio così complesso. I personaggi secondari sono ben delineati seppur a volte enigmatici tanto quanto il protagonista, come per esempio il dottor Heartman. Le uniche due personalità che a mio avviso sono state sfruttate male sono gli esponenti della legge, ovvero la poliziotta Sarah e l’agente Nightingale. Sarah è stata mal gestita poiché non si capisce bene il motivo della sua «fiducia incondizionata» verso Alan, dato che l’uomo non si presenta nel migliore dei modi, mentre Nightingale ha invece il destino opposto, ovvero quello di essere eccessivamente furioso con Alan senza un valido motivo. Se questi due personaggi, a mio avviso abbastanza rilevanti, fossero stati curati un po’ meglio, avrei potuto affermare che ogni elemento narrativo di Alan Wake è praticamente perfetto. Ahimè, non posso farlo. Inoltre vorrei sottolineare che i numerosi riferimenti a serie televisive e libri si fanno sentire, a volte in modo voluto e in altre no. E sono quelle in cui non è voluto a far perdere di originalità il gioco.
La scelta di dividere la trama in 5 episodi, proprio come una serie televisiva, mi è molto piaciuta. Ho inoltre apprezzato anche la cura ai dettagli, come la serie TV trasmessa sulle televisioni e realizzata con attori veri, le pagine del Manoscritto che ci danno ulteriori informazioni sulla storia e le radio locali che ci narrano altri eventi avvenuti a Bright Falls.
Insomma, se non per qualche piccola sbavatura, ottimo lavoro.

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Il gameplay di Alan Wake si divide in fasi diurne e notturne. Le fasi diurne saranno caratterizzate principalmente da momenti investigativi, attraversamenti di luoghi, dialoghi con gli altri personaggi ed esplorazioni in macchina. La notte è quindi il nostro vero scenario di gioco, dove i nemici, chiamati Taken (Posseduti), usciranno allo scoperto e cercheranno di ucciderci.
Potremo combattere i Taken utilizzando la luce e le armi da fuoco e sarà importante capire che senza uno di questi due elementi sarà impossibile vincere.
La luce indebolisce i nemici proprio perché sono «fatti di buio» e quindi avremo sempre una torcia a disposizione da puntargli contro per renderli inermi. Oltre alla torcia ci saranno però anche i bengala e la granate accecanti, utili quando i Taken saranno numerosi, oltre che gli elementi ambientali come i fari, i riflettori ed i lampioni.
Le armi da fuoco serviranno poi a dare il colpo di grazia ai nemici. Avremo una classica revolver e poi diversi fucili, sia da caccia che a pompa. Sarà possibile trovare anche una pistola lanciarazzi, che ovviamente farà sia da «indebolente» che da arma vera e propria.
Sarà importante capire anche le varie tipologie di nemici e come affrontarli. Gli oggetti non muoiono, ed è quindi inutile sparargli con le armi, ma sarà anzi più saggio annientarli con la luce. I nemici più lenti possono essere facilmente distrutti da una revolver, ma quelli grossi e che tendono a caricare sarà meglio aggredirli con i fucili. Insomma, ogni nemico ha la sua tattica e starà a noi trovarne una più forte della sua. Ci saranno anche i corvi da sconfiggere, ma quelli sono una rogna per tutti e non vi faciliterò certo il gioco dicendovi come annientarli.
L’unico luogo dove oltre al sentirci al sicuro avverrano anche i salvataggi sono i lampioni, già funzionanti o attivabili tramite alcuni generatori.
Durante il percorso potremo imbatterci sia in oggetti utili che pericolosi. Gli utili saranno ovviamente le batterie, le granate, i bengala e le munzioni. I pericolosi saranno, ad esempio, le trappole nascoste a terra, che ci bloccheranno e attireranno i nemici.
Potremo anche accendere televisori e radioline sparse per le case, oltre che raccogliere dei simpatici termos per il caffè, che altro non sono che i collezionabili del gioco.
I combattimenti frenetici e la fasi a mio avviso mai eccessivamente ripetitive del gioco, nonostante l’ambientazione sia spesso il bosco stesso, rendono Alan Wake divertente da giocare per tutte quelle 10 ore che il titolo richiede.

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Le ambientazioni di Alan Wake sono uno spettacolo per gli occhi. Ho amato alla follia ogni singola location del titolo, ogni minimo anfratto di grotte ed ogni albero del bosco. Probabilmente, ciò è avvenuto anche grazie ad una grafica eccezionale che mi ha lasciata a bocca aperta.  Sia durante i filmati che durante il gameplay abbiamo infatti un livello qualitativo impressionante, rovinato secondo me in parte da delle espressioni facciali dei personaggi non proprio eccelse. Il gioco tra luce ed ombra conferisce al gioco un’atmosfera costantemente eterea che ho amato. Non ho incontrato errori tecnici di alcuni genere, né cali né bug. Anche il sonoro è ottimamente gestito, con un buon doppiaggio che soli per pochi secondi mi è sembrato fuori sincrono in un alcune scene ed una colonna sonora splendida. Tra l’altro, utilizzare i Poets of the fall, gruppo che adoro, è stato un calcio basso… ma vincente.

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Concludiamo questa immensa recensione con una semplice frase: Alan Wake mi ha fatta impazzire sotto ogni punto di vista. Certamente è uno di quei giochi che vale la pena giocare, uno di quei giochi che andrebbero giocati a priori, ed io consiglio a chiunque abbia una 360 o sia intenzionato a prenderla, oppure a chiunque di voi abbia un buon PC di giocarselo assolutamente. Io l’ho fatto e non me ne sono pentita neanche per un secondo.
PS. Non badate alla tabella sottostante, la media matematica dice 8,8 perché su GameLight siamo precisi, ma per me Alan Wake ha un 9 pieno.

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Recensione | Alan Wake 5.00/10 (100.00%) 6 votes

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