Recensione | Crash Team Racing

 

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Crash Team Racing, spin off della famosa saga platform di Crash Bandicoot, esce nel 1999 (30 settembre USA – 12 novembre UE – 16 dicembre Jap) su PSX. Indipendentemente dalla qualità del titolo, il gioco ricopre un ruolo molto importante nel brand Crash Bandicoot, poichè è l’ultimo titolo della saga targato Naughty Dog. Naughty Dog non ha realizzato un platform a scorrimento orizzontale e verticale tipico dei primi tre capitoli della serie, bensì un gioco di kart arcade, dando vita ad un tributo vero e proprio alla più famosa e amata icona dell’ azienda californiana.

Il titolo era il top per quanto riguarda i videogiochi di kart, e ancora oggi è, insieme a Mario Kart, il metro di paragone per lo sviluppo di titoli di questo genere.

 

 

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La competizione tra Crash e il suo antagonista Cortex, dopo gli avvenimenti di Crash Bandicoot 3 Warped, continua, e questa volta con gare automobilistiche spettacolari. La passione per le corse risulta però diffusa non solo sul pianeta Terra, ma in tutta la galassia. E’ così che un temibile alieno chiamato Nitros Oxide giunge sulla Terra affermando di essere il miglior pilota del sistema solare, obbligando Crash e i suoi compagni a partecipare al gioco “vinca il più veloce”, che consiste in una sua sfida al pilota terrestre più rapido. Se la sfida sarà vinta dall’alieno, la Terra verrà trasformata in un parcheggio di cemento riducendo la poplazione mondiale in schiavitù. Al contrario, se vincerà il terrestre, il pianeta sarà salvo e di fatto egli sarà decretato come miglior pilota della galassia.

Partendo con questa semplice trama, che è il pretesto per gettarci a capofitto sull’asfalto, il gioco viene diviso in due parti ben distinte: l’avventura e la sala giochi.
L’Avventura non è altro che la modalità storia, nella quale dopo aver scelto un personaggio, saremo chiamati a partecipare a una serie di gare che hanno la necessità di decretare il pilota migliore della Terra. Questa modalità è suddivisa in cinque sezioni: Spiaggia Delle Follie, Valle Delle Gemme, Rovine Perdute, Parco Dei Ghiacciai, La Cittadella. In ogni sezione saranno presenti cinque gare contro i classici personaggi di Crash Bandicoot (Crash, Cortex, Coco, Tiny, Polar, Pura, Dingodile, N-Gin). Dopo aver vinto le cinque gare sarà possibile affrontare un boss(il pilota più veloce della zona). Se lo sconfiggeremo diventeremo noi il pilota migliore e potremo accedere alla zona successiva. Completando e vincendo tutti gli eventi di tutte le zone saremo ritenuti il più veloce del pianeta e potremo quindi affrontare Nitros Oxide.

Ogni gara potrà essere rigiocata altre due volte se si vorrà completare il gioco al 101%, partecipando alla gara con la raccolta della moneta CTR, dove oltre a vincere dovremo preoccuparci di raccogliere le tre lettere C,T e R sparse lungo il circuito, e alla gara reliquia, dove dovremo vincere una sfida a tempo. Questi extra ci permetteranno di sbloccare i “boss” nella sala giochi.

La Sala Giochi non è altro che una modalità che ci permetterà di partecipare a tornei composti da quattro gare ciascuno, e creare gare singole personalizzate(livello di difficoltà, numero dei giri, armi utilizzabili ecc). Il tutto contro la cpu o con la partecipazione di nostri amici in split screen fino a 4 giocatori. Per la modalità multiplayer è possibile, oltre alle gare e ai tornei, ingaggiare vere e proprie battaglie fra i kart in specifiche arene, dove l’uso dei potenziamenti e power up sarà fondamentale.

 

 

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Abbiamo parlato delle modalità di gioco. Ma sulla pista come si presenta il gameplay? La giocabilità non è altro che il classico gioco di kart, dove dovremo saper sfruttare al meglio la derapata per guadagnare velocità, preoccupandoci di raccogliere gli svariati potenziamenti (bombe, siluri a inseguiento, tnt, nitro, bolle protettive, la possibilità di rallentare il tempo, turbo, e chi più ne ha più ne metta) per stordire e rallentare gli altri concorrenti.

Come spiegato finora le modalità e il gameplay sono classiche, e dunque perchè ritengo Crash Team Racing uno dei migliori esponenti del genere? Il feeling, il controllo del kart, che a seconda dei personaggi ha caratteristiche diverse, e il divertimento che questo gioco sa regalare è senza pari e lo si può capire solo con il pad in mano.

 

 

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Per quanto concerne il lato tecnico il titolo è invecchiato bene. Il gioco è fluido, i personaggi e i rispettivi kart sono ben realizzati, le piste sono varie, ognuna con il loro tema specifico. Nonostante il gioco sia del 1999 ancora oggi può essere rigiocato senza troppi problemi, soprattutto considerando il divertimento che riesce a regalare, che fa passare la grafica completamente in secondo piano.

Il sonoro è ottimo. Gli effetti e il doppiaggio italiano sono di buona fattura, così come le circa 35 musiche che ci accompagneranno nel gioco, all’altezza di quelle della trilogia di Crash Bandicoot.

 

 

 
Molti considerano la longevità come la mera durata necessaria a completare un titolo. Per me la longevità è invece il connubio tra il coinvolgimento, il divertimento, la durata ed il tasso di rigiocabilità. Per questo motivo, nonostante la campagna principale sia breve, completabile al 100% in circa 6 ore, e nonostante le modalità non siano poi così tante, reputo questo gioco tra i più longevi di sempre.

 

 

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A chiunque ami i giochi di kart e si sia avvicinato solo oggi a questo genere, grazie a giochi come Modnation Racers, Little Big Planet Karting o agli ultimi Mario Kart, è strettamente consigliato l’acquisto di Crash Team Racing sul PlayStation Store, soprattutto se si ha la possibilità di giocarlo con un amico.
Uno dei giochi più divertenti di sempre, che porge i saluti a una delle trilogie platform più belle e amate dell’era PlayStation 1.

 

 

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