Recensione | Resident Evil: Revelations

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Presentato all’ e3 del 2010, nasce come esclusiva per Nintendo 3DS, durante questa conferenza, uno dei produttori Masachika Kawata (produttore anche del 4° capitolo) aveva rivelato come con questo titolo, il brand doveva ritornare ai fasti del passato, reintroducendo, elementi come l’ esplorazione e gli enigmi. Il gioco verrà rilasciato sugli scaffali dei negozi il 26 gennaio 2012 per il mercato giapponese, e il giorno successivo nel mercato europeo. Soltanto 5 mesi dopo grazie al successo ottenuto su console portatile, decidono di produrre un porting per le versioni di console domestiche. Io personalmente ho giocato il titolo su portatile, ma ho avuto modo di provare il titolo anche per quanto riguarda la versione pc.

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Questo capitolo è ambientato nell ‘ anno 2005 principalmente a bordo di una nave da crociera  dispersa nel mar mediterraneo, e vedrà tra i protagonisti principali, gli ormai storici personaggi di Chris Redfield e Jill Valentine, ormai entrambi membri dell’ Bsaa, agenzia anti-terrorismo fondata dagli stessi, dopo gli eventi di raccon city.
A una prima occhiata la trama sembra molto banale, con un classico cliché della Saga, ovvero jill dovrà recarsi a bordo della Zenobia, la lussuosa nave da crociera, di cui parlavamo prima, dove a quanto pare si sono perse le tracce del compagno Chris.
Per questa nuova avventura jill al suo fianco avrà un nuovo compagno, Parker Luciani che ci accompagnerà per tutto la nostra avventura, ma su questa componente di cooperazione parleremo più avanti. Ad ogni modo la trama approfondirà il passato di ogni new entry del titolo, legando perfettamente con la trama principale.
Una volta a bordo della nave la trama si infittirà notevolmente, grazie anche alla comparsa di un nuovo gruppo terroristico chiamato Veltro, che tra intrighi, doppiogiochisti e misteri irrisolti del passato, non ci farà mancare la più celebre società della Umbrella Corp. Insomma una trama che si inffitarà fino all’ ultimo minuto di gioco.

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Come detto, il gameplay del gioco, si svolgerà quasi interamente su una nave, ormai logorata del tempo, in un ambiente claustrofobico  sin dai primi minuti di gioco, si vede come gli sviluppatori hanno voluto cercare di ricreare quella sensazione di ansia, che i primi capitoli di Resident evil ci sapevano trasmettere, in parte sono riusciti nell’ intento almeno per quanto riguarda l’ ambientazione all’ interno della nave con corridoi stretti e claustrofobici  un po me nell’ ambientazioni all’ aperto, come quelle in uno scenario completamente innevato, sicuramente molto bello da vedere ma che da un po meno il senso di oppressione, rendendoci ache più facile schivare i nemici. Per quanto non abbiamo a che fare con zombie, ma bensì con una mutazione, ibrida tra umani e pesci dal design discutibile, i nemici tornano a essere goffi e lenti con movenze, passatemi il termine, molto “zombesche”, e dall’ attacco micidiale, difatti una volta attaccati basteranno pochi colpi per mandarci k.o,la totale impossibilità di effettuare scatti e movimenti veloci obbliga il giocatore a un approccio più pensato e meno “spara alla cieca e ammazzi tutto quello che trovi attorno”. Per quanto ogni stanza e corridoio non sia affollato di nemici, i pochi sono posizionati per far si che noi ci accorgeremo di essi solo all’ ultimo, insomma finalmente in molti casi non rimpiangeremo la telecamera fissa, tanto che il comando di schivata ci tornerà davvero molto utile, anche se, l’ eccessiva richiesta di tempismo per attuarla, fa si che non sempre riusciremo a schivare a dovere i nemici, insomma tutto a favore di un gameplay da survivor horror ben studiato. Saranno numerose le bocche da fuoco che incontreremo lungo il nostro cammino, dalla classica pistola, fino al lanciarazzi, più o meno efficaci in base al nemico che dovremo affrontare, starà a noi decidere quali armi portare con noi perchè, potremo portare con noi solo un massimo di 3 armi, le altre dovremo depositarle all’ interno dei famosi bauli, che se pur in forma ridotta fa ritorno, difatti all’ interno ci limiteremo a portare le armi in eccesso, niente erbe, munizioni, oggetti, con questi bauli potremo anche potenziare le armi con dei kit di potenziamento che troveremo in giro, l’ inventario a nostra disposizione è totalmente variato da tutti i capitoli precedenti  perchè per quanto avremo tutto lo spazio necessario per trasportare tutti i tipi di munizione, per ogni tipo potremo trasportarne un numero limitato, numero che potremo aumentare cercando delle borse per munizioni più capienti, ma che ad ogni modo, per quanto la mappa sia molto generosa di munizioni, non ci daranno mai la sensazione di poter sprecare troppi colpi. Così come le erbe mediche, potremo trasportarne con noi un massimo di 5 per volta. Per reperire oggetti e munizioni che viene in soccorso un nuovo strumento, uno scanner che potremo impugnare al posto dell’ arma, per poter scansionare, l’ambiente attorno a noi e farci rilevare il necessario, ho apprezzato questo strumento perchè per quanto come già detto le stanze offrono munizioni, durante uno scontro con un’ arma biologica, non sempre avremo il tempo di utilizzare questo strumento per rifornirci, e dovremo gestire i nostri colpi, possiamo anche scansionare i nemici, e dopo un tot di scansioni, ci verrà regalata una piantina curativa, insomma uno strumento molto utile all’ esplorazione. Come detto durante la nostra avventura non saremo soli, come ormai in tutti i nuovi capitoli, ma purtroppo  l’ intelligenza artificiale del compagno fa acqua da tutte le parti e i danni portati ai nemici sono praticamente invisibili, insomma è davvero inutile, messo li più per compagnia che per altro. In sostanza dobbiamo vedercela da soli.

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Uno degli elementi che più attendevo, era il ritorno all’ esplorazione, diciamo che a differenza dei primi 3 capitoli di questa saga, non mi sono mai trovato a girare senza meta per reperire un oggetto nascosto, e l’ esplorazione sarà si presente ma senza rendere il gioco troppo dispersivo, anche perchè ad ogni modo, proprio per adattarsi meglio a una console portatile, lo svolgere della stora sarà a capitoli e a ogni capitolo ci sarà benchiaro quello che dobbiamo fare e dove andare. Diciamo che per quanto la nave sia totalmente esplorabile è un esplorazione abbastanza guidata. Altro grande ritorno sono gli enigmi, che per quanto molto più semplici dei precedenti, danno quel tocco in più che forse mancava a gli ultimi capitoli della saga. Non mi sento di criticare troppo questa scelta, perchè per quanto, molti di questi elementi, faranno si che i nostalgici più accaniti rimarrano delusi, non dobbiamo dimenticare che si tratta di un titolo per una console portatile, dove l’immediatezza di gioco è fondamentale. In oltre a mio parere personale ho avuto molto di più la sensazione di giocare a un Resident Evil con questo titolo, che non con gli ultimi capitoli ufficiali della saga.
Il comparto tecnico è mosso dal potente MT Framework lo stesso utilizzato per per resident evil 5, e sulla “piccola” di casa nintendo si attesta una resa grafica davvero di altissimo livello sempre molto curata, e come già detto l’ ambientazione è ben ricostruita, ovviamente, almeno per quanto riguarda le console portatili, non possiamo parlare di H.D, ma anche grazie alle contenute dimensioni del display del 3ds non rovinerà la resa grafica. Per quento riguarda il comparto audio, parliamo di un gioco totalmente doppiato in italiano, che ancora una, come spesso accade, non è all’ altezza, non tanto per la scelta dei doppiatori  ma per una sicronizzazione bocca-voce, non proprio perfetta anzi mi è pure capitato di vedere un crhis ventriloquo, con la capacità di parlare senza muovere minimamente le labbra. La colonna sonora è degna di un survivor horror , trasmette la giusta sensazione di ansia, nei momenti di esplorazione, per diventare adrenalinica nelle fase più concitate del gioco.

IN CONCLUSIONE.

Non c’è nulla di più sbagliato che dire che resident evil è tornato ai primi capitoli, il titolo è fresco e originale, sa miscelare bene le due identità di questa saga, sapendo accontentare entrambe le generazioni di questa saga, forse pendendo leggermente di più dalla parte action, diciamo che forse questa sarebbe dovuta essere la vera evoluzione del brand ai tempi di resident evil 4, oltretutto il gamplay e lo svolgere delle vicende è ben strutturato per quanto riguarda una console portatile.
Nota dolente… La conversione in HD per console fisse, non solo per la bizzarra scelta di vendere un porting a prezzo pieno, ma anche perchè la struttura stessa del gioco fa si che per godere al meglio di questo titolo, bisogna partire dal presupposto che è per una console portatile. Insomma se avete un 3ds il mio consiglio è di giocalo su questa macchina, se invece non possedete questa console, vi consiglio si di acquistare il gioco, perchè se vi piace il genere non vi deluderà, ma di aspettare di trovare un buon usato o un price cut delle catene.

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Recensione | Resident Evil: Revelations 4.50/10 (90.00%) 4 votes

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