Titani socievoli ma non troppo

titanfall

Quante volte durante la scorsa generazione abbiamo argomentato la presenza forzata della componente online all’ interno dei titoli? Tante, troppe volte.

E quante volte si è discusso nei blog, forum, di come a volte titoli puramente online ficcavano all’ interno una campagna single player breve, mal studiata e con una trama praticamente inesistente che serviva come semplice pretesa per mettere il gioco negli scaffali? Anche su questi giochi si è discusso abbastanza, anche troppo.

La soluzione migliore che veniva in mente a tutti i videogiocatori divisi in due fazioni praticamente in guerra perenne era di dividere nettamente i giochi online da quelli offline,  tanto da arrivare , quasi ad accordo comune, di tralasciare la parte inutile di un titolo  in fase di sviluppo, così che un team potesse concentrare le proprie risorse solo nella modalità per la quale i giocatori acquistano il titolo.

E i ragazzi di Respawn Entertainment forse si sono basati proprio su queste considerazioni quando hanno deciso di sviluppare Titanfall, un gioco che basa la sua esperienza puramente sul gioco online, tralasciando totalmente la campagna in single player. Ma come hanno reagito le due fazioni prima citate? Ovviamente lamentandosi pesantemente per la mancanza dell’ elemento offline, della serie non siamo mai contenti. Io sinceramente avevo apprezzato molto la scelta di concentrare tutte le risorse nel multi, tanto parliamoci chiaramente chi compra questo genere di giochi lo fa per quello,  e io stesso giocando il gioco non ho minimante sentito la mancanza della campagna offline nel titolo. Ovviamente per dare un senso all’ universo di questi enormi titani, è stata inserita una trama, piatta inutile e mossa semplicemente dalle modalità classiche del multi ma con qualche filmato prima di iniziare il massacro, rigorosamente online, anche questa scelta non è del tutto stupida, perché ci da modo di conoscere meglio le armi e le mappe e prendere realmente confidenza con i controlli dopo il tutorial iniziale, così da evitare di trovarci totalmente spaesati quando entreremo nel competitivo.

I più acuti lettori di voi avranno sicuramente notato che ho usato il termine “avevo apprezzato” e no “ho apprezzato questa scelta”. Difatti se sulla carta il tutto funzionava alla perfezione, i problemi vengono all’ atto pratico, perché va bene concentrare le proprie risorse in unica componente, ma il prezzo deve essere inferiore a un titolo normale, ad esempio se dovesse uscire una versione scremata dalla componente offline di cod, giocoforza deve costare 20-30 € in meno rispetto alla versione completa. E se così non si vuole fare, e si decide di mantenere un costo elevato devi giustificarmelo, con delle modalità di gioco che fino ad ora non era stato possibile inserire nel gioco per via del secondo incomodo. Ed è proprio questo l’ unico difetto che ho riscontrato a questo titolo, un gioco che costa come tutti gli altri ma che dal punto di vista delle modalità di gioco non offre nulla di nuovo, nulla che possa dire: Ecco ci siamo concentrati solo sull’ online e siamo riusciti a fare questo! Attenzione il gioco ad ogni modo mi sta piacendo parecchio e devo ammettere che dal punto di vista del gameplay e delle mappe è quasi perfetto per il genere di gioco in questione. Spero solamente che in futuro venga rilasciata qualche espansione gratuita che vada ad addolcire l’ amaro lasciato in bocca dalla penuria di modalità disponibili. In fondo se in un gioco che punta tutto sull’ online e che potenzialmente ha una longevità infinita che cosa ce ne facciamo di solo 6 o 7 modalità già viste in tutti i titoli fino ad ora sviluppati? 

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