Recensione | Beyond: Due Anime

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Quando una software house fa parlare di se per qualsiasi motivo, sarà difficile dimenticarla. Quantic Dream portò l’accenno della “rivoluzione” videoludica con Fahrenheit, in quello che ormai sembra il lontano 2005. Heavy Rain fu poi il gioco più osannato e al tempo stesso criticato del 2010. E ora siamo giunti, in un 2013 costellato di ottime produzioni, a Beyond: Due Anime (Two Souls). Come si è rivelato il nuovo titolo di David Cage? Cosa è stato migliorato, cosa è cambiato ma sopratutto… quale storia ci ha fatto vivere questa volta?

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Jodie Holmes è speciale. Dall’esterno sembra una normalissima ragazza odierna, con pregi e difetti, ma in realtà possiede un «dono». L’anima di Jodie è collegata ad un’entità soprannaturale proveniente dall’Inframondo, che lei chiama Aiden. Quest’ultimo è il suo protettore, il suo più fedele aiutante ed il suo terzo occhio … ma è anche la sua rovina. Fin da bambina Jodie è considerata diversa, strana e pericolosa, proprio per colpa di Aiden. La vita di Jodie non è facile: abbandonata dai genitori e affidata alle cure del professor Nathan Dawkins, studioso del paranormale, Jodie imparerà a conoscere questa strana presenza che alberga in lei. Entrerà nella CIA, ne fuggirà, si innamorerà molte volte e altrettante volte dovrà sacrificarsi per qualcosa di più grande. La morte e i suoi messaggeri la inseguono, la tormentano, la minacciano e la intrappolano. Solo lei può sconfiggere una simile minaccia. Solo lei può combattere la sua stessa debolezza. Solo lei può scrivere la sua storia.

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La trama di Beyond: Two Souls è capace di ipnotizzare, commuovere, rendere rabbiosi e frustrati. La vita della protagonista è raccontata in maniera frammentaria, ricostruendo pian piano il passaggio dalla tenera età a quella adulta. Il giocatore cambia spesso scenario, vede continuamente l’evoluzione del personaggio e si rende pian piano conto di essersi immedesimato a tal punto da sembrare quasi che la storia narrata sia la sua. Ogni colpo di scena è imprevedibile, ben calcolato e posizionato correttamente. Le lacrime non saranno poche, sempre pronte a sgorgare dai nostri occhi davanti alle scene e ai concetti profondi che il gioco ci pone di fronte. Le scene d’azione saranno continue e trasmetteranno quel giusto stato d’ansia crescente al giocatore, che sarà impossibilitato a staccarne gli occhi di dosso. I rapporti tra i personaggi si salderanno con l’andare dei capitoli e sarà difficile a volte dirgli addio, per un motivo o per l’altro. La morte sarà il tema principale del gioco: come ci comportiamo di fronte all’assenza di coloro che amiamo? Cosa può spingere un uomo ad uccidere? In che modo la morte torreggia su di noi e come facciamo ad affrontarla? Tutte domande e tante possibili risposte, che il giocatore troverà con l’andare del gioco … o che non troverà affatto.
Ogni personaggio, da quelli principali ai più marginali, è completamente umano. Le loro debolezze, la loro determinazione, i momenti in cui perdono ogni speranza e quelli in cui sono capaci di dominare il mondo … ma sopratutto i loro errori, i loro egoismi, tutto questo li rende il perfetto esempio di realismo. Perché l’eroe, perfetto e bellissimo, non esiste. Esiste però l’uomo forte, capace di guardare negli occhi il suo destino e combattere per la vita. E quando ti rendi conto che persino Aiden, muto e silenzioso protagonista della vicenda, riesce a creare in te delle emozioni talmente forti che ti sembrano impossibili … allora capisci che è stato fatto davvero un buon lavoro.

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Il gameplay di Beyond: Two Souls si differenzia dalle opere precedenti di Quantic Dream per alcuni fattori importanti di cui parleremo immediatamente. Innazitutto, finalmente il personaggio si muove con il solo uso dell’analogico sinistro, senza dover tenere premuto quel maledetto R2!L’interattività ambientale è stata focalizzata solo su oggetti importanti o comunque su meno oggetti rispetto al passato. Tutto questo è avvenuto chiaramente per via della possibilità di utilizzare Aiden, che ci aprirà un mondo completamente diverso a livello di interazione. Ma di questo ne parliamo ampiamente dopo.
Durante i combattimenti non ci verranno più suggerite le azioni da compiere, ma la scena rallenterà e darà il tempo al giocatore di osservare i movimenti di Jodie e di riprodurli con l’analogico. I tasti singoli saranno, come sempre, indicati a schermo e le sequenze in cui dovremo tenerne premuti di più contemporaneamente saranno di meno.
Guidando Aiden avremo invece, come dicevo prima, un gameplay diverso. La visuale sarà in prima persona e potremo muoverci liberamente per gli ambienti di gioco, badando però di non allontarci troppo da Jodie. Passaremo attraverso oggetti e persone, e queste ultime potremo anche possederle per sfruttare il loro ruolo per alcuni incarichi precisi oppure ucciderle soffocandole. Avremo anche la possibilità di scaraventare e rompere oggetti di qualsiasi tipo, oltre che di interagire con questi ultimi o con dei cadaveri per attivare alcuni ricordi e trasferirli a Jodie, che potrà trarre benifico dalle informazioni in essi contenute.
Le fasi di gioco varieranno da tranquille attività casalinghe a senzioni stealth in ambienti ostili, ben amalgamate al tipo di gameplay proposto da Quantic Dream. Persino le sezioni più «horror» non saranno mai eccessive o trash. I capitoli saranno di durata differente, alcuni da 5 a 10 minuti, altri anche di mezz’ora.
Molti elementi della storia cambieranno in base alle risposte che daremo ad alcune domande o alle decisioni che prenderemo. Il finale, tuttavia, sarà deciso sopratutto nella parte conclusiva del titolo, cambiando rispetto ad Heavy Rain come modalità, ma dimostrandosi adattissimo al tipo di storia proposta. Il gioco durerà sulle 12 ore, una longevità più che ottima per questa tipologia di videogioco.

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L’aspetto estetico di Beyond: Two Souls è impeccabile. Una grafica così io non l’avevo mai vista e PS3 è stata sfruttata al massimo delle sue potenzialità, dimostrando di poter dare davvero molto. L’idea di usare il Motion Capture su attori reali (Ellen Page e Willem Dafoe, per esempio) è stata geniale ed ha conferito ai personaggi un realismo eccezionale. Le espressioni e il modo di camminare raggiungo quella che a mio avviso è la perfezione. Gli ambienti di gioco sono tutti ben differenziati e curati, nulla è lasciato al caso e le atmosfere create sono impareggiabili. Perfino nelle scene più action il livello tecnico rimane perfetto, senza cali o texture sballate. Bug ce ne sono pochi, personalmente ne ho rilevato solo uno in tutto il gioco. Il doppiaggio americano è magistrale e quello italiano è tra i migliori che io abbia sentito nell’ultimo periodo, con voci azzeccate ed ottimo labiale. La colonna sonora è di forte impatto, con brani eccellenti e una cura magistrale nelle scelta delle situazioni in cui proporli. In particolar modo, mi sono affezionata al tema principale del gioco, alla traccia «Beyond» e alla canzone «Lost Cause» interpretata dalla stessa Ellen Page. 

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Credo sia giunto il momento di concludere questa recensione. Vorrei solo avvertire il lettore che il voto che leggerà nella scheda sottostante, è neanche un quarto di quello che il gioco ha significato per me. Beyond: Two Souls è l’esempio perfetto di come il videogioco possa essere qualcosa di più che una semplice fonte di intrattenimento. Qualsiasi cosa sia capace di raccontare una storia così e di trasmettere simili emozioni tramite la colonna sonora e l’aspetto visivo … per me è pura arte. Beyond è senza ombra di dubbio uno dei giochi più belli a cui io abbia mai giocato. E non posso far altro che dirvi che, se non lo giocherete, mancherà qualcosa nella vostra esperienza videoludica. Qualcosa di talmente grande che non riuscirete a compensarlo con nient’altro.

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Recensione | Beyond: Due Anime 4.28/10 (85.56%) 9 votes

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