Recensione | Sly Cooper: Ladri nel tempo

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Dopo esattamente 8 anni dall’uscita dell’ultimo Sly Cooper, i fan della saga sono stati saziati: il 27 Marzo del 2013 è uscito Sly Cooper: Ladri nel tempo, che è ufficialmente il quarto capitolo della serie. Il procione ladro torna nelle console di casa Sony prodotto da un nuovo team, ovvero i Sanzaru Games, che si erano già occupati della rimasterizzazione dei tre capitoli precedenti nella HD Collection. La domanda sorge spontanea: il nuovo Sly è all’altezza di quelli passati? Scopriamolo subito.

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Il nostro amato Sly si era preso un periodo di riposo fingendo un’amnesia per poter entrare a far parte della polizia e stare con la sua amata Carmelita, ma l’istinto da ladro non è scomparso e sente la necessità di emergere. L’occasione arriva subito: Bentley scopre che il Thieves Racconus, il libro che la famiglia di Sly si tramanda da generazioni, sta perdendo le scritte al suo interno, come se venissero cancellate. L’astuta tartaruga crede che il flusso temporale stia cambiando e così, dopo aver reclutato anche Murray, la banda di Cooper partirà alla volta delle varie epoche del passato per scoprire cosa sta succedendo agli antenati di Sly, sfruttando una macchina del tempo. Ben presto, scopriremo che dietro tutto questo c’è un magnate dell’arte, LeParadox, e dovremo pian piano sconfiggere tutti i suoi scagnozzi e tentare di riportare le cose al loro posto.

In questo nuovo capitolo di Sly è stata riservata una parte importante ai personaggi secondari. I protagonisti sono sempre ben caratterizzati, sopratutto il nostro procione, ma la presenza degli antenati Cooper e dei boss è stata fondamentale per il buon svolgimento della trama. Partendo da questi ultimi, si sa, sono sempre stati un punto forte della saga, ma qui vengono ancor più valorizzati e resi unici, con delle personalità folli e particolari, assolutamente geniali. Invece, per quanto riguarda la famiglia di Sly, sono tutti soggetti degni noti, anch’essi unici nel carattere e negli atteggiamenti e con abilità particolari che ci serviranno sia durante sia dopo il completamente del gioco. Davvero un ottimo lavoro. 

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Il gameplay di questo quarto capitolo rimane fedelmente ispirato a quello dei precedenti, apportando però numerose modifiche che non possono far altro che giovare al gioco in sé. Innanzitutto, la prima cosa che notiamo appena arrivati in una qualsiasi epoca, è il cambiamento radicale del covo. Non avremo più solo una stanza dove selezionare il personaggio, ma anche quella dove riporre i tesori, dove giocare a tennis o all’arcade (ne parleremo in seguito) e dove selezionare le missioni per rigiocarle o cambiare epoca. Una volta scelto il personaggio con cui giocare, che saranno sia i tre classici protagonisti, sia Carmelita e gli antenati Cooper, entreremo in un mondo di gioco sempre curato e vario. L’open world sarà veramente particolareggiato, ricco di zone diverse e molto ampio rispetto al passato. Una grande attenzione è stata riservata inoltre ai collezionabili. Avremo le classiche bottiglie, che saranno 30 a livello, e che sbloccheranno una cassaforte contenente un’oggetto speciale, oppure i tesori che avranno una funzione particolare, poiché una volta sbloccati tutti quelli presenti in un livello potremo usare il pannello arcade nel covo. Un oggetto completamente nuovo saranno le maschere di Sly, che saranno sparse sia per l’open world sia nelle missioni stesse, e che sono in tutto 60, da prendere per ottenere due armi speciali. Il gioco ci terrà aggiornati sull’andamento della raccolta dei vari oggetti durante la schermata di caricamento, nella quale saranno presenti i simboli dei vari collezionabili più quello dei trofei con sotto la percentuali di quelli raccolti fino a quel momento, cosa che ho trovato molto comoda e utile. Voglio porre poi la vostra attenzione sulle boss fight, che raggiungo dei livelli altissimi per i canoni della saga: saranno tutte divertenti, diverse l’una dall’altra per ambientazioni e metodo di gioco, né troppo difficili né eccessivamente semplici, capaci di coinvolgere sia il giocatore esperto sia quello che si approccia ai videogiochi. Le missioni saranno varie, divertenti e mai ripetitive, in quanto dovremo sfruttare molti più personaggi e dovremo approcciarci in più modi differenti alla missione stessa. Una delle cose interessanti di Ladri nel tempo è infatti lo sfruttamento del six axis del controller per Playstation 3, che ci sarà utile durante i vari balli, le missioni di equilibrio e gli attacchi informatici di Bentley.

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Voglio soffermarmi con voi proprio su Bentley e le sua abilità informatiche, che in questo nuovo capitolo della saga vengono potenziate al massimo. Avremo infatti ben tre tipi di hackeraggio, di cui uno sarà quello vecchio con la navicella e due saranno totalmente nuovi. Nel primo caso controlleremo la nave di Bentley, che sarà a forma di tartaruga, e che dovrà abbattere le difese del sistema tramite il suo piccolo cannone o prendere delle chiavi da inserire in apposite porte. Questa nave sarà però indifesa contro alcuni tipi particolari di attacchi, ragion per cui potremo trasformarla sia in un cannone che lancerà le “gigabombe”, sia in un mini razzo che potrà sparare proiettili in più direzioni e che riuscirà solo tracciando un cerchio intorno ad alcuni oggetti a distruggerli. Il secondo tipo di attacco ci vedrà impersonare un Bentley in stile Rambo, che armato di due pistole si sposterà attraverso alcuni blocchi raccogliendo particelle che lo faranno salire di livello, vite e bombe e sopratutto che dovrà difendersi da delle piccole gelatine che lo attaccheranno, per poi sconfiggere il boss finale di ogni sistema. Il terzo ed ultimo tipo di attacco sfrutterà il six axis, tramite il quale dovremo muovere una piccola scintilla attraverso i fili del sistema per farla arrivare al pannello finale e mandare tutto in cortocircuito. Una volta finite le missioni a disposizione, per chi non si fosse stancato di hackerare sistemi, ci sarà la possibilità di giocare nelle console presenti nel covo al minigioco su Rambo, in cui potremo superare i punteggi dei vari personaggi.

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La grafica di Sly è nettamente cambiata, sia per via dello sviluppatore che per la generazione in cui il titolo esce. Gli ambienti sono più curati e particolareggiati, i personaggi diventano più reali e più cartoon al tempo stesso, i doppiatori rimangono quasi invariati tranne quello di Sly, che dà al procione una voce più adulta, che forse vuole evidenziare la maturità del protagonista (che nonostante gli anni però continua a fare battute veramente stupide). Vi sono però alcuni errori tecnici che purtroppo dobbiamo segnalare, come alcune incongruenze audio, che fanno sì che in qualche scena si sentano voci sovrapposte, oppure bug che impediscono al giocatore lo svolgimento del gioco, almeno finché quest’ultimo non muore per riprendere la missione dal checkpoint e accorgersi che l’errore è svanito. La longevità è buona, presentando meno capitoli rispetto ai giochi precedenti, ma sviluppati meglio. Il sonoro non è dei migliori, rimanendo parte marginale dell’opera, ma adattandosi alle situazioni. 

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Concludiamo questa smisurata e fin troppo ampia recensione con una semplice frase che dovrebbe far capire la mia opinione sul gioco: Sly Cooper Ladri nel tempo è epico. Un capitolo sviluppato egregiamente, che si prende il titolo di migliore della saga fin ad oggi per i molti aspetti positivi. Un platform come non se ne vedono più e che quindi non può restare sullo scaffale, sopratutto per il prezzo davvero basso fin dal Day One. Insomma, chiunque ami il genere, voglia approcciarsi o sia semplicemente amante della saga, non può davvero lasciarsi sfuggire quest’ultimo, fantastico capitolo. 

PS. Ci sarà un quinto episodio, tranquilli.

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Recensione | Sly Cooper: Ladri nel tempo 4.83/10 (96.67%) 3 votes

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