Dragon Age: Inquisition

daI-coverQuando un gioco riceve un grande riscontro mediatico e viene premiato più volte per la sua qualità, tutti i videogiocatori sciamano nei negozi per acquistarlo e poter dire la loro. Ammetto che la serie Dragon Age mi aveva sempre incuriosita e, dopo aver giocato l’Origins, la mia intenzione era di giocare anche il secondo capitolo e solo successivamente buttarmi su Inquisition. Ma purtroppo (o per fortuna, a detta di alcuni) la mia curiosità sfrenata ha avuto la meglio e ho acquistato il nuovo titolo Bioware alla prima occasione. Quest’oggi sono qui per tirare le somme e vedere, insieme a voi, se Dragon Age: Inquisition è veramente il capolavoro che tutti hanno proclamato.

E3_2013_Screen21Durante il Conclave un enorme squarcio, seguito poi da tanti altri squarci più piccoli, appare nel cielo: la luce verde non è solo minacciosa ma anche portatrice di creature provenienti da un mondo oscuro, demoni pronti ad uccidere chiunque gli si pari davanti. Il nostro protagonista sembra essere coinvolto in tutto questo: la sua mano risplende di quella stessa luce verde apparsa nel cielo ed ha il potere di chiudere tutti gli squarci. Inizialmente visto come un pericolo, il nostro eroe sarà ben presto la guida che tutti cercano, l’unico in grado di ridare speranza a coloro che non ne hanno più. Il Thedas è in subbuglio, lo squarcio non fa altro che aggravare le tensioni già presenti in precedenza, di natura politica e religiosa, e l’Inquisizione deve fare qualcosa per porre fine a tutto questo. 

Sebbene all’apparenza possa sembrare abbastanza semplice, la trama di Inquisition mi ha molto colpita per la profondità che la caratterizza. L’evento scatenante è sii lo squarcio che compare nel cielo, ma c’è molto di più da analizzare: tra un demone da uccidere e un rituale da interpretare, ciò che coinvolge maggiormente sono le tensioni politiche e religiose presenti nel continente. Vi sono numerose fazioni in guerra fra loro, come i Templari, i Cercatori, i Maghi (che a loro volta si dividono in aiutanti della Chiesa e non) e i Custodi Grigi, e ognuna di esse ha pro e contro, tutte vogliono qualcosa e tutte sono disposte ad atrocità per ottenere ciò che vogliono. Il numero spropositato di macchinazioni, sotterfugi, segreti e complotti presenti in Inquisition fa veramente rabbrividire e ogni volta che indagheremo sul passato di una fazione o di un membro di essa scopriremo sempre cose nuove e inquietanti. Essendo noi parte dell’Inquisizione dovremo spesso decidere chi spalleggiare e contro chi schierarci, cosa per nulla semplice poiché TUTTI potrebbero rivelarsi traditori oppure ottimi alleati. 

Inoltre vi è poi il mistero dello squarcio: chi lo ha aperto e perché? Come chiuderlo e quando? Perché la mano del nostro personaggio è marchiata e siamo gli unici in grado di chiudere gli squarci? Ovviamente non ve lo dirò io, ma vi assicuro che sarà una bella gatta da pelare. Per concludere questa riflessione sulla trama, mi soffermerei sul comparto “personaggi”. Il protagonista sarà ovviamente modellabile da noi sia a livello fisico che caratteriale, quindi non mi dilungo, ma sono i comprimari che mi hanno stupita. Innanzitutto sono TANTISSIMI, tra i membri del party e quelli dell’entourage non vi annoierete mai, e poi ognuno di loro ha una storia da raccontare, un passato tormentato, degli ideali, un senso dell’umorismo proprio e un modo di approcciarsi alle situazioni. Non vi stancherete mai di interagire con ogni personaggio e avrete un bel po’ da fare per capire a fondo ognuno di loro.

Inquisition_membersCominciamo a parlare di gameplay adesso, riallacciandoci però al discorso “personaggi”. Prima ho nominato i termini “party” ed “entourage” ed è bene chiarire la differenza.

I personaggi del party sono quelli che potremo utilizzare in battaglia, ovviamente, e saranno circa una decina. Ovviamente potremo portarne con noi solo tre (il quarto è il protagonista stesso) e ognuno di loro apparterrà ad una classe predefinita: guerriero, mago e ladro. Anche se la classi possono sembrare poche, la caratterizzazione di ogni personaggio è praticamente illimitata: un guerriero può infatti specializzarsi in armi a due mani o nell’arte della spada e dello scudo, o ancora può essere un condottiero o un assistente (chi attacca per primo e chi invece distrae, in sostanza), così come il mago può essere più abile nelle magie curative, in quelle elementali o, con il personaggio giusto, in quelle oscure. Anche il ladro gode di specializzazioni particolari, come il tiro con l’arco, piuttosto che i pugnali o le trappole. Questo ci darà la possibilità di sperimentare mille combinazioni diverse del party e difficilmente un personaggio resterà indietro rispetto ad un altro.

Per quanto riguarda l’entourage, sarà composto da tre personaggi che avranno il compito di aiutarci a condurre l’inquisizione: Cullen, Josephine e Leliana.

Nel gioco avremo a disposizione un tavolo con una grande mappa piena di missioni da far svolgere ad uno dei nostri tre aiutanti ed ovviamente ogni missione richiederà il personaggio giusto:

  • Cullen è un militare e quindi sarà utilizzabile in ricostruzioni, spedizioni di ricerca, piccole battaglie e cose simili.
  • Leliana è una spia e saprà estorcere informazioni, spiare (ovviamente) nemici o rintracciare persone scomparse
  • Josephine è invece una diplomatica e potremo utilizzarla per concludere accordi, favorire alcuni esponenti politici al posto di altri e per convincere alcune fazioni a lavorare per noi

Capiterà che qualche missione possa essere affrontata da tutti i membri dell’entourage e lì starà a noi decidere se intervenire diplomaticamente, di nascosto o militarmente. Ogni missione avrà inoltre un minutaggio calcolato in ore reali e non in ore di gioco, quindi sarebbe bene controllare quale personaggio ci mette di meno prima di scegliere. Questo aspetto del gioco mi è piaciuto tantissimo, perché dà all’intera produzione un nonsoché di strategico che non guasta per nulla.

Per concludere il discorso “personaggi”, mi soffermerei un secondo sul sistema di relazioni introdotto nel gioco. Già in passato era possibile fidanzarsi o stringere legami di amicizia, ma in Inquisition questo aspetto è stato molto potenziato e ora creare un legame affettivo con qualcuno sarà più difficile di prima. Ogni personaggio reagirà infatti in modo diverso alle nostre scelte e solo due o tre tra tutti quelli presenti saranno sempre d’accordo con noi. Una volta stretta una forte amicizia, le conversazioni cambieranno sia nel tono che negli argomenti, poiché un personaggio che si fida di noi avrà meno problemi a confidarci qualcosa, a differenza di uno che ci ritiene poco affidabili. Inoltre le storie d’amore saranno più profonde e, a seconda del personaggio di cui il nostro protagonista si innamorerà, gli eventi cambieranno e una storia non sarà mai uguale all’altra. Bioware ha infine introdotto la possibilità di creare una storia d’amore anche tra personaggi dello stesso sesso, anche se non con tutti quelli presenti (Es. Cassandra è solo etero, Dorian è solo gay, Josephine è bisessuale).

 

Passiamo ora alle missioni presenti in Dragon Age: Inquisition, che saranno di natura molto varia. Oltre alle principali, dovremo disputare gare, raccogliere materiali di vario genere, indagare su strani fenomeni e sparizioni, aiutare la gente nel mondo di gioco nei modi più disparati e altro ancora. Anche i personaggi del party ci sbloccheranno delle missioni, che avranno spesso a che fare con il loro passato o con dei conti in sospeso. Vi saranno anche delle attività secondarie molto divertenti, come gli Astrarium, dove dovremo ricreare le costellazioni per poter avere informazioni su di esse. Sarà inoltre possibile combattere contro diversi tipi di draghi, tutti molto complessi da abbattere fin dall’inizio e ognuno con dei punti deboli. Tutte queste missioni saranno disseminate nella varie aree del mondo di gioco, che andranno esplorate da cima a fondo per poter vedere e raccogliere tutto. Sarà necessario sbloccare gli accampamenti, che non solo ci forniranno le classiche 8 pozioni curative (che non dovranno essere acquistate ma solo rigenerate) ma che ci consentiranno anche di
avviare altre missioni di ricerca o costruzione per sistemare i problemi del Thedas o per ingrandire la nostra fortezza.

 Il combattimento è un aspetto importantissimo in un RPG e in Inquisition c’è stato un bel lavoro dietro: come dicevo prima, le varie classi e abilità del nostro party andranno combinate per avere la meglio sulle tante varietà di nemici che incontreremo (demoni, membri delle fazioni, esseri giganti ecc.) e a volte il semplice “tutti addosso!” non funzionerà. Inquisition introduce quindi una vera e propria modalità “tattica”, tramite la quale potremo fermare il tempo e piazzare i membri del party in punti specifici. In seguito daremo loro i vari ordini e ammetto che, sebbene io abbia usato poco questo modalità perché ho preferito un approccio più “caciarone” (spesso a mio discapito, lo ammetto), quando l’ho usata si è rivelata molto utile, soprattutto contro i nemici più potenti. 

DragonAgeInquisition_PC_5Il mondo di gioco di Dragon Age: Inquisition è veramente vasto, seppure parlare di open world non è propriamente corretto, in quanto vi è una suddivisione per aree. Ogni area ha il proprio clima e non ce ne sono mai due simili: abbiamo il deserto, le montagne innevate, la prateria sconfinata, la scogliera ecc. e ogni zona ha il suo fascino, complice anche una grafica molto curata seppur non propriamente “next-gen”. La limitazione tecnica del titolo è dovuta infatti alla sua presenza anche su console di vecchia generazione, perché sono convinta che se Bioware lo avesse sviluppato esclusivamente su XBOX ONE, PS4 e PC la resa sarebbe stata nettamente superiore. Qualche bug non manca, come alberi che spuntano dal pavimento e simili, ma ammetto di non essere incappata in nulla di più grave come invece avevo temuto sentendo i commenti indignati di altri giocatori. La colonna sonora è veramente ben fatta, con brani perfetti per l’ambientazione fantasy e canti corali sparsi qua a là che fanno venire la pelle d’oca. Inoltre ho apprezzato molto le canzoni delle taverne e ammetto di essermi fermata spesso in esse proprio per ascoltarle tutte. La longevità del gioco è stata molto soddisfacente: ho concluso la mia avventura in 70 ore piene e ho sentito di gente che ne ha impiegate anche 100. Ovviamente per finire tutte le secondarie ci vuole molto di più e questo rende Inquisition praticamente immenso. La difficoltà complessiva del gioco è molto buona, anche alla modalità più bassa.

dragon_age_inquisition-05Giudizio finale:  Dragon Age: inquisition è molto di più di quello che mi sarei aspettata. La trama coinvolge grazie a macchinazioni politiche e religiose, ogni scelta da noi effettuata si ripercuote sul corso degli eventi, i personaggi sono tantissimi e tutti caratterizzati a dovere, l’elemento “strategico” conferito dalla presenza dell’entourage dà al gioco una marcia in più, i combattimenti sono divertenti ed è possibile affrontarli con più tattica che in passato, le abilità di ogni personaggio sono disparate e le combinazioni all’interno del party sono infinite, il mondo di gioco è variegato e ricco di missioni, la colonna sonora accompagna magistralmente un’avventura che può tranquillamente superare le 100 ore di gioco senza mai annoiare e che non pecca di grossi problemi tecnici. Per concludere, il gioco è impegnativo anche alla difficoltà più bassa. Non sono certamente un’esperta di premi videoludici, ma posso affermare con certezza che Dragon Age: Inquisition ha meritato tutto quello che gli è stato conferito e anche di più. Acquistatelo senza dubbio sia se siete amanti del genere, sia se volete approcciarvi agli RPG.

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